Via Sarpi: il racconto di Milano parte da qui

Lo scorso 17 novembre ho partecipato al  Flashmob letterario organizzato a Milano per raccontare i quartieri della città. Ho letto un brano di Gabrilella Kuruvilla in: Milano, fin qui tutto bene (2012) di dedicato a Via Paolo Sarpi.

Ecco altri brani dedicati al quartiere e alla via, ricavati dalla Mappa Letteraria di Quarto Paesaggio.

Casa Guastalla Facciata di Piero Portaluppi 1913. Via Messina 8, angolo via Sarpi 
Fondazione Portaluppi Milano

Da qui vai dove vuoi. E stai sicuro che nessuno ti segue. Se vuoi rientrare senza farti vedere vai da Mario, il ciclista di via Paolo Sarpi, digli che devi vedere il Luigino senza che tutta la ringhiera lo sappia, lui ti accompagnerà. 

Daniele Manca in: La Rossa (2017).

Mi rivesto un po’ infastidito, non mi piace mai indossare gli abiti della sera prima, la casa è proprio piccola penso. Mi lascio chiudere la porta alle spalle e scendo lungo le scale, in strada solo rumori di sottofondo. Da quando non passano più le macchine Via Sarpi è dominio del sottofondo, biciclette che tintinnano, vociare sommesso e soprattutto trolley, trolley e trolley. Pare che la Milano dei trolley abiti tutta qui. Trolley in genere piccoli: così se ne vanno solo per tornare. 
Non è facile camminare tra l’indolenza cinese, che tuttavia solo apparentemente ingombra, e il presunto dinamismo milanese che più che altro si trova in Sarpi quasi sempre per caso o per sbaglio. Si finisce imbrigliati tra accelerazioni e frenate, con qualcuno sempre di traverso o che insistentemente sfida le leggi dell’impenetrabilità dei corpi. A Sarpi i pedoni hanno  via libera, ma sono pedoni tecnologici: dotati di biciclette, pattini, carrelli, tricicli. Purché non abbia un motore sui marciapiedi di Sarpi ogni attrezzo è consentito. Non che sia brutto starci in mezzo, ma se non si trova nessuno che aderisca ai propri ritmi è davvero dura, è come andare controcorrente anche se tutti vanno dalla tua stessa parte.

Giacomo Giossi, Via Sarpi è un canale, in Milano d’autore (2014).

E’ nell’impenetr abile Chinatown milanese, nella quale, secondo la vulgata popolare “i cinesi non muoiono mai”, che il delitto passionale riemerge da un lungo sonno. Il 20 marzo 2009 la nuova geografia dei sentimenti paga il suo tributo alla globalizzazione, nell’attimo in cui il venticinquenne Zhang Yhng Qiang dà appuntamento ad una ex fidanzata presso il ristorante Long Chang, all’angolo tra via Paolo Sarpi e via Aleardi.

Luca Steffenoni e Manuela Alessandra Filippi in PsycoMappe (2014).

Se tardi cinque minuti, multa; se vai al cesso, multa; se bevi una grappa e ne dici una come ti gira, salta fuori il maggiore, il capitano, il tenente… Prendi un po’ per esempio il Carlo, il Gibigiana, quello di Paolo Sarpi, lo conosci bene anche tu. Bene, l’hanno menato via la settimana passata, con la scusa… che era malcontento. E adesso mi vogliono spedire anche me.

Carlo Emilio Gadda, La meccanica (1970).