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Milano d'agosto non è più quella di una volta

Milano d’agosto non è più quella di una volta. E dunque quante Milano si sono succedute nel corso del tempo? Quanti cieli bianchi di afa si sono srotolati come tappeti sulla città d’agosto?

In questo viaggio a zig zag nel tempo nella Milano d’agosto lo sguardo curioso e disincantato del flâneur si posa sulle strade degli anni del dopoguerra grazie a un racconto di Franco Loi

Le sedie sul marciapiede

La strada a Milano era un istituto della sua civiltà: passeggio, giochi, incontri, dialogo, un tramite tra la vita privata e la vita pubblica. Ancora negli anni Cinquanta nelle sere d’estate le famiglie mettevano le sedie sul marciapiede e occupavano la strada come una stanza della casa. Si facevano quattro chiacchiere, si viveva la città. Ricordo che giocavamo a palla in mezzo alla strada e le poche automobili si fermavano per farci scansare, e ricordo anche che tutte le case e i giardini erano nostri, certo di nascosto dalle portinaie – anche se i loro rimproveri erano forme e non impedivano le nostre scorribande nei solai, nelle cantine, nelle ville e persino nelle officine. La strada aveva poi il fascino dei luoghi orizzontali visti appesi alla ribalta di un carro a cavalli o alla stanga di un tram.

Milano in quarant’anni, 1992

in Zeppelin, città raccontate da scrittori a cura di Valerio Bispuri e Luciano Del Sette- Libri di diario

Per vedere come erano le case della vecchia Milano visita questo quartiere

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