Lettera di Natale dal futuro per Don Lisander

Egregio Signor Manzoni,

sono passati quasi due secoli dalla prima pubblicazione de I Promessi Sposi e vorrei inviarle un’istantanea[dagherrotipo] della sua città per mostrarle com’è oggi e raccontarle come si vive nel 2018.

Duomo di Milano, Facciata

 

L’idea di scriverle una lettera mi è venuta questa mattina visitando una mostra sul Romanticismo alle Gallerie d’Italia, dove sono esposti anche due suoi ritratti: quello di Molteni e D’Azeglio e quello di Hayez. Quest’ultimo, celeberrimo, sarebbe perfetto per il suo profilo Facebook, ma andiamo con ordine.

 

Ci troviamo in Piazza della Scala là dove ai suoi tempi c’era Casa Brambilla, detta la Casa Rossa. Nel 1918 l’architetto Luca Beltrami [suo vicino nel Famedio del Cimitero Monumentale] l’abbatte per costruire la sede della Banca Commerciale. Girato l’angolo c’è via Manzoni dove sorge il Gran Hotel et de Milan, a due passi da casa sua.

Facciata di Palazzo Marino Milano – Natale 2018

Ecco, le mostro come appare la piazza addobbata per le festività natalizie. Sì, ai nostri giorni, specie in questo periodo dell’anno, si fa un enorme consumo di energia elettrica [le chiedo scusa, lei non ne è al corrente, poiché la prima centrale elettrica d’Italia e d’Europa apre in via Santa Redegonda nel 1883].

Questa enorme bottiglia rossa è una pubblicità [réclame]. La cosa funziona così: il produttore del profumo paga per l’addobbo e l’illuminazione della piazza e in cambio ottiene il permesso di esporre una confezione gigantesca per far conoscere il marchio e indurre le persone ad acquistare l’eau de toilette pubblicizzata [la parole non le garba, scommetto].

Galleria Vittorio Emanuele II Milano – Ottagono, cupola. Decorazione natalizia

Accade lo stesso in molti luoghi della città: industrie [opifici] finanziano l’istallazione e l’allestimento di alberi di Natale [abeti variamente decorati, derivati da una tradizione del nord-Europa] che rechino bene in vista il loro nome. Guardi, questo è l’ottagono della Galleria Vittoria Emanuele II [quella dell’architetto Mengoni,  la cui prima pietra viene posta in pompa magna nel 1865] il cui sponsor [dal latino spondere, prendere un impegno] è un fabbricante di origine boema che nel 1895 apre la sua sede a Wattens, in Austria.

Galleria Vittorio Emanuele II Milano. Albero di Natale 2018

Piazza Gae Aulenti . Milano Natale 2018

CityLife Milano Natale 2018

Poi ci sarebbe l’albero di Natale di Piazza Gae Aulenti sponsorizzato da Esselunga, ma come faccio a spiegarle cos’è la piazza e cosa sia un supermarket? E dove trovare le parole per descriverle l’albero di Huawei a City Life?

Non si offenda, Don Lisander: le mancano i fondamentali!

Veniamo allora a qualcosa che abbiamo in comune: ecco guardi, questo è il Naviglio Grande presso la Darsena, che poi è tutto quanto è rimasto visibile del sistema di navigazione interna di Milano, poiché il resto è stato interrato per far spazio alle strade percorribili dalle automobili. D’accordo tralasciamo anche questo.

Naviglio Grande Milano

Forse per venirci incontro possiamo confrontare la Milano descritta nei Promessi Sposi con quella di oggi.

Grande notizia: el prestin di scansc non esiste più, oggi abbiamo Princi, spirit of Milan [pare dialetto se non fosse per quel of, inglese. Sì, signor Manzoni, lei è andato a sciacquare i panni in Arno e noi facciamo continuamente il bucato nel Tamigi!] che si è messo in affari con Sturbucks [bottega del caffè statunitense, fondata nel 1971 con 28.218 filiali nel mondo].

Troppo faticoso anche così, non è vero?

Un ultimo tentativo: di Don Rodrigo ne abbiamo parecchi, persone di potere che si fanno valere con le intimidazioni dei loro bravacci. Pare, invece, difficile individuare un Innominato, non si vede in giro nessuna personalità degna del ruolo. Grandi notizie sul fronte di Lucia: le ragazze vengono sempre insidiate dai potenti, specie dai produttori cinematografici [immense scuse, il cinema è di là da venire], ma anziché correre al riparo in convento escono allo scoperto e fondano un movimento di protesta mondiale [ha presente le 5 giornate di Milano senza armi da fuoco?] chiamato Me Too [anca mì]. Per quanto concerne Renzo, pochi progressi registrati, al massimo anziché passare l’Adda si va all’estero, anche in altri continenti con estrema facilità grazie alle migliaia di aeroplani [sì, don Lisander, macchine volanti] che ogni giorno solcano i cieli del pianeta.

Parliamo di cose serie

Di epidemie non si muore più, non qui. Sono stati inventati vaccini [inoculare artificialmente la malattia in moda da scatenare una risposta immunitaria controllata] per proteggere soprattutto i bambini. E’ rarissimo che ci siano famiglie con dieci figli come la sua e ancor più raro che solo due di loro sopravvivano ai genitori, i quali da parte loro hanno buone probabilità di essere longevi quanto lei.

City Life Torre Hadid

CityLife Torre Isozaki

Le chiedo scusa, signor Manzoni, per le troppe omissioni. Spiegare com’è diventata la sua città è un’impresa gigantesca. Guardi: questi sono grattacieli [gratta-cieli, proprio così, spero che la parola abbia su di lei l’effetto del solletico] edifici di parecchi piani che si perdono nella nebbia [sì, la scighera ], nemmeno lei è più quella di un tempo…

Concludo con una buona notizia: Milano è la città più vivibile d’Italia. Ed è vero, nonostante tutto. 

Rispettosi saluti e buon Natale

P.S.: lo sa che oggi chiunque, persino io, può scrivere e pubblicare in tutto il mondo simultaneamente. E avere decine, centinaia, migliaia, milioni di lettori? Non è sempre un vantaggio! Lo pensa anche lei?