Itinarario 1/da AnB a Piazza Gae Aulenti: dal vapore alla smart city

Itinarario 1/da AnB a Piazza Gae Aulenti : dal vapore alla smart city, il miglio dell’innovazione che racconta Milano com’era e come sarà. Si parte da via Messina, 8 dove si trova AnB, il B&B con il suo atrio in perfetto stile art nouveau e la facciata di Piero Portaluppi (1913). Siamo nel cuore del vecchio quartiere degli opifici che da qui si estendevano oltre via Procaccini per includere la Fabbrica del Vapore cresciuta a partire dagli anni ’20 intorno a un primo nucleo, ancora oggi chiamato Palazzina Liberty.

Dopo pochi passi si svolta a sinistra in via Paolo Sarpi, strada pedonale dove si mescolano botteghe storiche, attività commerciali gestite da cinesi – qui in particolare sono localizzati grossisti e dettaglianti di abbigliamento e bigiotteria – ristoranti e bar con l’offerta più varia: dall’enoteca alla bottega del caffè passando per il laboratorio di tofu, il locale di tendenza dove si fa coworking e il bar dove ti servono la piadina nera.

In piazzale Baiamonti si taglia via Volta e l’omonima porta costruita alla fine dell’800 per favorire l’accesso al Cimitero Monumentale di recente costruzione che da qui è ben visibile sulla sinistra. 

Si prosegue per viale Pasubio fiancheggiando sulla destra in grande edificio inaugurato due anni fa dove hanno sede la Fondazione Feltrinelli (straordinaria la sala di lettura pubblica all’ultimo piano) e Microsoft Technology Center.

Dall’altro lato della strada è tutto un fiorire di locali di ristoro da il Rosmarino  ristorante con gastronomia d’asporto vegana, alla storica Trattoria la Pesa, fondata nel 1902 in una casa che reca una sorprendente targa in ricordo di Ho Chi Minh che frequentò questa casa negli negli anni ’30 del secolo scorso mentre “in missione in difesa della libertà dei popoli”. E sempre per restare fedeli alle origini operaie del quartiere non può mancare la pizzeria Fabbrica

Eccoci in piazza XXV aprile. da un lato la sofisticata panetteria Princi, che si definisce Spirito di Milano (specialità: i cinesini, quelli sabbiati dell’infornata pomeridiana), dall’altro Eataly versione urban chic nello spazio un tempo occupato dal teatro Smeraldo, di cui conserva una selezione di poster degli artisti che qui si sono esibiti negli anni. Nel mezzo Porta Garibaldi come è stato rinominata 1860 (in onore dell’eroe dei due mondi) il varco verso nord in direzione Como, detto Porta Comasina, da cui si snoda l’omonimo corso. Interamente pedonale, con due vasche e fontane moderne, è sede di costosi negozi di abbigliamento nonché del rinomato Corso Como 10 – store, galleria, bar ristorante e hotel- , di numerosi ristoranti, bar e di una costellazione di locali notturni.

Da Corso Como con una breve salita si accede a piazza Gae Aulenti, un gradevole spazio all’aperto, molto amato da turisti e milanesi dove tira sempre una piacevole brezza anche nei giorni più torridi e dove i bambini giocano con gli zampilli delle fontane a pavimento. La piazza è dominata dalla torre (231 metri) dell’architetto Cesar Pelli, nota come Unicredit dall’istituto bancario che ha qui i suoi uffici. Da qui si può procedere verso piazza Alvar Aalto la torre Solaria (143 metri)  e l’edificio il Diamante (140 metri) attraversando il ponte pedonale su via Melchiorre Gioia, oppure girare a sinistra e scendere verso il quartiere Isola approdando ai piedi dei due grattacieli di Stefano Boeri il bosco verticale. Terza opzione, scendere al piano interrato si snoda un altro percorso gastronomico: il porta nuova food district. 

Da qui si accede direttamente alla Stazione Garibaldi: treni, passante ferroviario e due linee metropolitana permettono di proseguire in tutta la città, del paese e anche all’estero. E tutto questo a soli 2 chilometri e mezzo da piazza del Duomo.