I Bed and Breakfast e la she economy

B&B, ovvero Bed and Breakfast; she economy, ovvero lavori inventati dalle donne: una combinazione felice che giova all’economia del Paese.

Ho aperto un B&B a Milano investendo risorse per sistemare un appartamento, vecchiotto sì ma con una sua personalità. Intanto ho frequentato un corso per guide turistiche allo scopo di imparare a conoscere e raccontare la mia città; e uno per destreggiarmi con il web 2.0.

Le persone arrivano, soprattutto dall’estero, si fermano qualche giorno e capita regolarmente che una mattina al tavolo di cucina davanti a un tazzone di caffè mi raccontino di sé, del loro paese, delle loro esperienze e perfino dei progetti per il futuro.

Sto facendo concorrenza a un albergo? Non direi proprio.

Il viaggiatore che sceglie un B&B ha in mente una casa ed è disposto a correre qualche rischio (relativo, perché su un bagno non pulito tutti i giorni, anche la domenica, ci si gioca la reputazione!) in cambio non solo di tariffe abbordabili ma soprattutto di uno spazio accogliente.

Quando all’inizio del mese verso il mio bonifico al Comune di Milano sono contenta perché so che oltre a quei due euro a persona al giorno sto contribuendo alla buona immagine della città. Questo significa produrre ricchezza.

E quando quella persona che all’arrivo per me era solo un nome e un numero da registrare nel Portale Alloggiati della Polizia di Stato si congeda lasciando scritto il suo personale ringraziamento so di aver fatto un buon lavoro.

Aprire un B&B significa inventarsi un lavoro – che altrimenti nessuno ti avrebbe dato – usando ciò che hai fatto per tutta la vita – gestire una casa. Occorre coraggio e generosità per condividere il proprio spazio con degli estranei che ti ricambiano dandoti la loro fiducia.

Se i B&B della she economy funzionano è  perché sanno corrispondere al desiderio degli ospiti di comunicare e sentirsi a casa propria ovunque. Le tasse sul reddito vanno pagate, ci mancherebbe altro, ma proviamo ogni tanto a guardare la luna invece di fissarci sul dito che la indica.