Escursione in Engadina nella pausa pranzo

Escursione in Engadina nella pausa pranzo potrebbe essere il sottotitolo della retrospettiva a Palazzo Reale di Milano dedicata a Giovanni Segantini, pittore nato nel 1858 ad Arco di Trento, giunto a Milano all’età di tre anni e tornatovi per frequentare l’Accademia di Brera dopo un’infanzia tribolata degna di un romanzo di Dickens.

E proprio come in un romanzone dell’Ottocento Segantini a Milano costruisce la sua fama e la sua fortuna grazie al critico Vittore Gubicy che lo introduce nelle famiglie abbienti della città di fine Ottocento dove diviene uno dei pittori più ricercati.  Riceve dall’editore Emilio Treves una commissione per sei nature morte destinate alla sala da pranzo del fratello Giuseppe. Ritrae la moglie di Eugenio Torelli-Viollier, direttore del Corriere della Sera e a sua volta viene ritratto da Paolo Troubetzkoy, il principe scultore beniamino dei salotti borghesi.

segantini

La vita a Milano non dura molto. Segantini si trasferisce con la famiglia diverse volte, l’ultima a Maloja in Engadina dove lavora a un ambizioso progetto pittorico per l’Esposizione Universale di Parigi e dove dipinge i suoi famosi paesaggi.

A Maloja si può visitare la costruzione circolare, miniatura di quella che avrebbe dovuto ospitare il suo Panorama dell’Engadina – una sorta di diorama dal diametro di oltre 50 metri con al centro una cascata circondata da esemplari di flora e fauna alpina.

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L’atelier oggi fa parte di un percorso a piedi dedicato al pittore che si snoda da Maloja, passa per il piccolo cimitero locale

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e prosegue verso St. Moritz dove è esposto il suo Trittico per poi salire allo Schafberg, sopra Pontresina, dove Segantini viene colto da un malore fatale mentre lavora al proprio Trittico.

Il tempo trascorso alla mostra di Palazzo Reale è un tempo magico: una camminata sotto un cielo blu intenso con i piedi affondati nella neve oppure seduti sulla riva di un lago all’alba a contemplare lo specchio d’acqua . Si crea così quell’atmosfera che il visionario Segantini, in piena Belle Epòque,  aveva immaginato per celebrare e far conoscere al mondo la valle dei Grigioni ai suoi esordi di meta turistica esclusiva.