Brera racconta/8 Trittico di Camerino (Trittico di San Domenico) 1482-83

Brera racconta/8  Trittico di Camerino (Trittico di San Domenico) 1482-83

Il trittico giunse a Brera dalla chiesa di San Domenico a Camerino nel 1811, in seguito alle spoliazioni napoleoniche. L’assetto compositivo deriva dal polittico dei “Santi belli”, eseguito nel 1480 da Nicolò Liberatore per la chiesa di San Venanzio a Camerino, che a sua volta si inserisce in una tradizione tipicamente camerinese.

Durante il trasferimento alla Pinacoteca andò perduta la cornice originale che conteneva probabilmente anche altre scene: due di queste, l’Angelo annunciante e la Vergine annunciata, giunsero a Brera ma furono oggetto di scambio con altri dipinti.
Restarono invece in Pinacoteca due parti della predella. Come più tardi nella Madonna della Candeletta, Crivelli cesella minuti dettagli decorativi, fa sfoggio di arditi scorci prospettici e suggerisce l’esistenza di uno spazio unitario e moderno dietro la struttura arcaica del polittico a scomparti; tuttavia, in quest’opera del 1482, l’insieme appare meno esuberante e più naturale.

Camerino Triptych (Triptych of Saint Domenico)

The work came to the Pinacoteca from the Church of San Domenico in Camerino in 1811 after Napoleon’s spoliations. The composition comes from the polyptych of “Santi belli” executed in 1480 by Niccolò di Liberatore for the church of San Venanzio in Camerino, which in its turn is part of the typical Camerinese tradition.

While transferring it, the original frame, which probably contained other scenes, was lost. Two of those scenes, the Announcing Angel and the Virgin Annunciate, also came to the Pinacoteca but were exchanged for other paintings.

Two parts of the predella, however, remained at the Pinacoteca. As for the later Madonna della Candeletta, Crivelli engraves tiny decorative details, indulges in bold foreshortenings, and reveals a unitary and modern space beyond the archaic structure of the polyptych. However, this work, dated 1482, seems generally less exuberant and more natural.

Cosa si spinge di più nel nostro spazio: le chiavi, il fermaglio e il bastone di San Pietro, tutte le applicazioni in gesso e metallo, oppure il piedistallo dipinto su cui sta il santo con l’improbabile fregio di “vere” mele mature? La spada di gesso che spacca la testa di san Pietro Martire sbuca letteralmente dalla superficie del dipinto, ma i nostri occhi giurano che il vassoio che san Venanzio regge in scorcio emerga con maggiore forza drammatica.  In questa gara fra pittura e scultura vince la pittura.

What protrudes more deeply into our space, St.Peter’s keys, brooch, and staff, all three-dimensional appliqués in gesso and metal, or the swelling curve of the painted  pedestral he stands on, with its improbable frieze of “real”ripe apples? The plaster sword that cleaves the head of St.Peter Martyr emerges literally from the painting’s surface, but our eyes will swear that the foreshortened trayof Saint Venantius stands out much more dramatically. In this contest between painting and sculpture, painting scores the triumph.                                                                                                  Lisa Hilton

I testi citati sono le didascalie delle opere in esposizione presso la Pinacoteca di Brera, Milano.

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